Punto di Montecchio n.1161 del 17-01-2025



A MARIO GUGGINO,
SUL PRESEPE DEL DUOMO
Marco Meggiolaro
Stimato Mario Guggino,
ho letto la critica al Presepe del Duomo che Lei ha mosso sul Punto di Montecchio.
Innanzitutto, avrei voluto dire che ne ho apprezzato quantomeno la forma, ma purtroppo le armi di distrazioni dialettiche mi sono indigeste. L’evocazione di una storia pre-cristiana, basata sulle antiche venerazioni astrali per giustificare l’avvento, di solito è l’espediente retorico degli atei per delegittimare l’autenticità religiosa del nostro Natale. Si aggiunga poi che le canzoni di Natale fanno ben poco testo circa la tradizione precedente, anzi lasciano il tempo che trovano, tanto che quelle in latino sono state annientate dai numerosi concili. E proprio la legittimità di questa “tradizione” a cui Lei rivolge il suo pianto greco va messa in discussione secondo le evidenze empiriche della vera storia, non quella maldestra che lei ha tentato di evocare.
Non si può nemmeno perdonare la mancata coerenza di un artista, il quale conosce bene l’inefficacia del cieco immobilismo rispetto a qualsiasi rappresentazione (dall’Urlo a Guernica) e la vuole ignorare, forse per accontentare la vanità del suo criticismo.
Matteo 7:1-5: “Non giudicate, affinché ... CONTINUA A LEGGERE...