Punto di Montecchio n.1211 del 06-02-2026



IN RICORDO DI MISTER ANASTASIO ROETTA
Claudio Meggiolaro
Da giovani, quando si passava davanti alla bacheca degli annunci mortuari, colpo d’occhio di sfuggita e via. Oggi che ho 65 anni, ogni volta che vado in piazza è una tappa obbligata. Alla fine, tocca dare ragione John Donne che dice “Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo all’umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te!”, lapidaria frase divenuta famosa come incipit del famoso romanzo di Hemingway.
Non è per curiosità morbosa: purtroppo, molte delle persone che lì vengono ricordate, le conosci di vista o di persona, sai chi sono e ti ispirano un ricordo, un episodio, un incontro. Tra queste, nel mio caso, particolari rimpianti e commozione mi provoca l’essere venuto a mancare qualche “mito di paese”, qualcuno cioè che nella mia gioventù ho visto e conosciuto come adulto di riferimento, quasi modello da imitare.
Ognuno ha i suoi. Di recente se ne è andato Vasco Sinico, giustamente ricordato sul Punto e per me legato in automatico ad un altro grande, Adriano Cornolò; due persone che ci hanno insegnato a prenderci meno sul serio e a fare della battuta il grimaldello per l’empatia; “te ghè l’oc CONTINUA A LEGGERE...